Ristorante
Pizzeria
La Pannocchia
di Caluisi Laura

Indirizzo:
Via A. Costa, 123
02014 Cantalice RIETI

Tel: 0746.653246

Il Paese

La prima citazione di Cantalice risale al 1081. L'origine del paese si fa dunque risalire all'epoca tarda romana quando, in seguito a numerose invasione da parte dei saraceni, le frazioni vicine a Cantalice (Rocca di Sopra, Rocca di Sotto e Rocchetta) si unirono per costituire un centro inattaccabile. Il centro appare isolato ed inespugnabile grazie alla scabrosità del colle dove sorge il paese ed alle case serrate tra loro fino al punto più alto dominato dal Torre del Cassero.

L'insediamento era articolato nella rocca, di cui oggi resta la torre con cisterna interna, riattata e più volte risistemata come dimostra la forma in parte cilindrica,in parte rettangolare, che dominava dal ripido sperone l'accesso alla montagne e il villaggio che si era formato a poco a poco, ai piedi della struttura fortificata. Il nome Cantalice deriva dalla contrazione di due termini,uno greco e l'altro latino, cata ed ilex (presso il leccio); si narra infatti che un leccio sia nato da una roccia bianca dietro la sagrestia della Madonna delle Grazie.

Nel corso della storia il paese fu al centro di numerose controversie territoriali con Rieti e con i castelli vicini. Verso la metà del XIII secolo, il papa concede Cantalice e il territorio limitrofo al re di Napoli Carlo d'Angiò per aver da lui avuto l'aiuto a contrastare i Ghibellini italiani sostenitori degli Svevi e delle prepotenze dell'impero germanico. Nel 1539, Cantalice fu infeudato dall'imperatore Carlo V alla figlia naturale margherita d'Austria, sposa di Alessandro de' Medici ed in seconde nozze di Ottavio Farnese. Il dominio farnesiniano su Cantalice durò fino al ‘700. L'attenzione di Margherita d'Austria fu subito richiamata dalle controversie tra i paesi in suo possesso, ragion per cui provvide non solo a ripararli dalle scorrerie dei briganti ma anche a rimuovere ogni causa di animosità e di dissidi tra città e Rieti: affidò ad appositi commissari la determinazione dei confini e consacrò una serie di condizioni. Morti Margherita ed Ottavio prendeva il possesso di Cantalice Alessandro Farnese che si impegnò efficacemente a far rispettare la pace firmata: la forza della legge rendeva ormai inutili i tentativi dei Reatini di ricorrere alle armi. Con il XVII secolo iniziava per Cantalice un periodo di decadenza che culminava nel 1655 con le lotte intestine tra famiglie Cantaliciane (Lancia, Tafani, Marritto, Carbuglia).

Lo scompiglio generale aumentava per le continue incursioni delle bande brigantesche che si andavano diffondendo nel territorio perché si pagasse loro e non al regio tesoriere il fisco. Una di queste bande fu guidata da Giuliano Micheli. Nel 1761, si estinse la linea maschile della famiglia Farnese con la morte del duca Antonio ed i beni passarono ad Elisabetta Farnese, moglie di Filippo V di Spagna e, subito dopo, con l'ascesa al trono delle due Sicilie di suo figlio Carlo III, fu ridisegnato l'assetto giurisdizionale del regno.

Già nel 1716, Cantalice aveva avuto l'autorizzazione a scindersi dal governo di Cittaducale e a nominare un proprio governatore. Questo processo di sviluppo economico e sociale ebbe il suo coronamento con la concessione del titolo di città.

Passata la parentesi del periodo Farnese, un periodo di benessere si ebbe dopo il ritorno nel regno di Napoli. Dopo i fatti di marzo 1821 e la sconfitta di Pepe, ricomparvero i briganti. Il colera negli anni '40 comportò dannose conseguenze e i nuovi confini tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie spezzava l'unità territoriale di Cantalice. Cantaliciani figurarono sia nelle truppe garibaldine quanto nell'esercito regolare.